Venerdì 7 novembre, la Pinacoteca Comunale di Gaeta “Antonio Sapone” si è trasformata in una vera macchina del tempo: il convegno “Rapporto tra arte e Intelligenza Artificiale: beneficio o critica?” ha catapultato il pubblico in un futuro in cui tecnologia e creatività si intrecciano in modi inaspettati.
Ad aprire l’incontro è stato il professor Enrico De Santis, ricercatore e docente di Computational Intelligence presso l’Università La Sapienza di Roma. Con la sua esperienza, De Santis ha guidato i presenti in un viaggio tra passato e futuro, mostrando come l’Intelligenza Artificiale non sia una minaccia, ma la massima espressione della tecnica umana. “Dai graffiti delle caverne alle statue della Grecia antica, fino ai robot contemporanei, l’arte è sempre stata uno specchio dell’uomo. Oggi, l’AI è un nuovo strumento con cui possiamo esplorare la nostra creatività”, ha spiegato.
Il professore ha introdotto il concetto di “noosemia”, il legame tra uomo e macchina che permette di percepire una sorta di “mente” nei segni prodotti dall’AI. Secondo De Santis, la rivoluzione non sarà nella sostituzione dell’uomo, ma nella trasformazione del suo ruolo: da esecutore a manager dei processi cognitivi, proprio come avvenne con l’industrializzazione, ma questa volta nel mondo delle idee e della creatività.
Non solo teoria: il convegno ha visto anche l’intervento di Jacopo Reale, giovane regista vincitore del “Replay AI Film Festival” di Venezia con il cortometraggio “Love at First Sight”, che ha mostrato come l’AI possa diventare compagna di un percorso creativo, aprendo scenari nuovi per cinema e arti visive.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Gaeta in collaborazione con le associazioni culturali deComporre e Novecento, ha lasciato un messaggio chiaro: l’arte e la tecnologia non sono opposti, ma alleati in grado di ridefinire la nostra percezione del mondo e della creatività.
Chi era presente ha avuto l’impressione di guardare non solo al futuro dell’arte, ma al futuro dell’uomo stesso. Una riflessione che invita a pensare: e se l’Intelligenza Artificiale fosse non una minaccia, ma un ponte verso nuove forme di bellezza e conoscenza?
