Lady Chef “Paola Fabiani”, tra memoria e talento: emozioni e sapori nella XIV edizione

Una serata che profuma di passione, memoria e territorio. La XIV edizione del concorso “Lady Chef – Paola Fabiani”, organizzata dall’Associazione Cuochi del Golfo, ha saputo ancora una volta trasformarsi in qualcosa di più di una semplice competizione culinaria: un racconto corale fatto di persone, storie e sapori.

Nella cornice accogliente del ristorante Il Postiglione di Minturno, il tempo sembra essersi fermato per lasciare spazio alle emozioni. Emozioni che hanno raggiunto il loro culmine nel momento dedicato a Paola Fabiani, a cui la manifestazione è intitolata. Il suo ricordo è tornato vivo negli sguardi, nelle parole, nei silenzi carichi di significato. La consegna della targa commemorativa al marito Giorgio Ottaviani, da parte del presidente dell’associazione, Mario Marino, ha rappresentato uno dei passaggi più intensi della serata.

“Questa manifestazione non è solo una gara – ha sottolineato Marino – ma è un modo per continuare a tenere viva la memoria di Paola, una persona che ha dato tanto alla ristorazione e che continua a essere un punto di riferimento per tutti noi. Finché ci saranno serate come questa, il suo ricordo non si spegnerà mai.”

Parole semplici, ma profonde, che hanno restituito il senso più autentico dell’iniziativa.

Accanto a lui, prezioso e instancabile, il lavoro di Aldo Riccio, vero regista dell’organizzazione: una presenza discreta ma fondamentale, capace di coordinare ogni dettaglio e trasformare mesi di preparazione in una serata perfettamente riuscita.

Poi la gara, il cuore pulsante dell’evento. Cinque chef, cinque storie diverse, unite dalla stessa passione. Un concorso che da quattordici anni continua a rinnovarsi, aprendosi a nuove energie e nuovi territori. Tra i volti di questa edizione anche quello di Lina Fortuna, dell’Antiche Mura di Ausonia, segno concreto di una realtà che cresce e si espande, superando i confini del Golfo per abbracciare un’identità più ampia e condivisa.

I piatti hanno raccontato tutto questo: mare e terra che si incontrano, tradizione che dialoga con l’innovazione, tecnica e sentimento che si fondono. A guidare e accompagnare la serata, con competenza e sensibilità, Giuseppe Nocca, non solo componente della giuria ma anche moderatore attento e appassionato, capace di dare ritmo e profondità ai diversi momenti, offrendo spunti e riflessioni legate al mondo dell’alimentazione e della nutrizione.

In giuria, accanto a lui, Tiziana Briguglio, lo chef Ennio Agresti e Salvatore Numelli, chiamati a un compito non semplice: valutare non solo il gusto, ma anche la tecnica, la presentazione, la pulizia delle preparazioni. Un lavoro svolto con rigore ma anche con spirito costruttivo, nel segno della crescita e del confronto.

Poi, l’attesa, i nomi, gli applausi. Il podio ha visto trionfare Eriona Natuzzi, capace di conquistare tutti con un piatto raffinato e armonioso. Al secondo posto Silvana Iossa, che ha dimostrato solidità e maturità culinaria, e al terzo Elena Consoli, autrice di una proposta originale e ben equilibrata. Tre storie diverse, tre percorsi che parlano di impegno, passione e desiderio di mettersi in gioco.

Dietro le quinte, ma mai davvero invisibili, gli chef della brigata di cucina: professionisti e liberi professionisti uniti sotto il segno dell’associazione, protagonisti di un lavoro corale che ha dato vita a un menù capace di raccontare il territorio in ogni sua sfumatura. Accanto a loro, la brigata di sala, precisa e attenta, ha accompagnato ogni momento con eleganza e cura, contribuendo a creare quell’armonia che rende speciali le grandi occasioni.

Presente anche il sindaco di Itri, Andrea Di Biase, a testimonianza di un legame che nel tempo si è fatto concreto. Il Comune di Itri, infatti, affianca da sempre l’associazione, sostenendone le attività: anche in questa edizione ha contribuito all’organizzazione, mettendo a disposizione il supporto per l’acquisto delle coppe. Un segnale importante, in un contesto in cui – come emerso tra le righe della serata – il sostegno istituzionale potrebbe crescere ancora, accompagnando realtà che già oggi rappresentano un’eccellenza.

E alla fine resta questo: una sala piena, applausi sinceri, sorrisi stanchi ma felici. Resta la sensazione di aver partecipato a qualcosa di autentico. Perché il Lady Chef non è solo una gara: è una storia che continua, fatta di mani che lavorano, di idee che nascono, di memoria che si trasforma in futuro. E, soprattutto, di passione.

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