L’anno che verrà del Teatro Bertolt Brecht

Sarà un anno favoloso, quello che verrà, per il Teatro Bertolt Brecht di Formia, perché porterà con sé i cinquant’anni di attività ininterrotta della compagnia teatrale di ricerca e di “ritrovamento” conosciuta non solo a Formia, dove è nato nel 1974 e facendo, sin d’allora, un lavoro di ricerca sull’arte dell’attore.

In attesa di festeggiare alla grande questo importante traguardo, il Collettivo traccia un bilancio più che positivo dell’anno che, ormai tra poche ore, si concluderà: Una scuola che vanta ben 100 allievi , corsi nelle scuole a Minturno, Formia, Itri, Fondi, Ventotene, il progetto speciale nella casa circondariale di Latina, le stagioni con i suoi tutto esaurito Senza Sipario e Famiglie a Teatro, le 100 repliche in 14 regioni, la sala che ospita 2 scuole di musica, una di danza, una scuola di fotografia, due cori polifonici, il Piccolo teatro Iqbal Masih, teatro di comunità per tutte le associazioni del territorio e i tanti progetti sociali, i festival di teatro per ragazzi a Formia, Gaeta, Itri, Spigno, Minturno, Sperlonga , il festival dei teatri d’arte mediterranei, la partecipazione a Valencia al festival Fari Culturali del Mediterraneo, la partecipazione a Teatri Senza Frontiere con il progetto in Ucraina nelle zone di guerra.

Ad esprimere tutto l’entusiasmo, la soddisfazione, l’adrenalina dei prossimi festeggiamenti il Direttore artistico Maurizio Stammati secondo il quale: “Cinquanta anni di teatro è un po come provare a contare l’acqua di un fiume che passa , qualcosa di impalpabile ma meraviglioso, uguale ma sempre diverso . Sono sorrisi, lacrime, scene, parole, testi, abbracci, slanci, paure, solchi scavati, luoghi cercati persi trovati, sono mille anni vissuti se li stendiamo sulla riga del tempo vissuto, densi come la cioccolata fondente o il concentrato di pomodoro. Il teatro si vede VERO, e allora viva il teatro viva questa ciurma di folli sognatori che hanno avuto il coraggio e l’incoscienza di attraversare le proprie età sognando un mondo migliore”

Raggiungere cinquant’anni per il Bertolt Brecht vuol dire continuare a portare avanti quella volontà di essere non solo una piccola sala, non una persona, non un insieme di persone ma quello che qualcuno chiama un ‘non luogo’. Un ‘non luogo’ di incontro, confronto, promozione culturale, un’idea, un modo di pensare non solo il teatro, una vera e propria filosofia di vita, una carovana itinerante tra Italia ed estero con un’attenzione particolare per il teatro per ragazzi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *