La Violenza di Genere: Storie di Dolore e Resilienza Presentate al Visioni City Festival

Durante il Visioni City Festival in svolgimento a Sessa Aurunca dal 4 al 7 luglio 2024, si è svolta la presentazione del libro “Mostri. Quando non c’è più l’amore” di Giovanni Mancinone. L’evento, al Castello Ducale di Sessa Aurunca, ha visto la partecipazione dell’autore insieme ad Anna Santamaria, assistente sociale, Cosmo Leccese, avvocato esperto in Diritto e Studi di Genere, e Mario Lombardi, esperto di Formazione ed Editoria. “Mentre noi siamo qui – ha evidenziato il giornalista – c’è qualche donna che si sta coprendo i lividi, c’è qualche donna che sta andando a denunciare. Purtroppo denunciare non è facile, perché ci sono donne che non hanno buone condizioni economiche. Quando decidono di andare a denunciare, si trovano nei tribunali di fronte ad avvocati che pongono domande inutili, come il colore del vestito che indossavano”.

Questo libro trae ispirazione da una vicenda avvenuta il 13 novembre 1983 ad Agnone, un paese dell’Alto Molise in provincia di Isernia. Nicola Pannunzio, un uomo di 53 anni, si avvicinò a Giovanna Peluso, una donna che lavorava nei campi, e tentò di usarle violenza. Giovanna reagì colpendolo con numerosi colpi di zappa alla testa e al torace. Un anno dopo, in primo grado, arrivò l’assoluzione di Giovanna. Tuttavia, la Corte d’appello di Campobasso riformò la sentenza di primo grado condannandola a un anno e 4 mesi di reclusione per eccesso di legittima difesa. Giovanna, poverissima, fu condannata anche al pagamento delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio e scontò la pena in carcere.

Durante la presentazione, Mancinone insieme all’avvocato Cosmo Leccese ha parlato dell’importanza del linguaggio utilizzato nei processi, sottolineando che tutti hanno delle colpe, inclusi i giornalisti che spesso raccontano i fatti utilizzando aggettivi che non c’entrano nulla con le storie reali. “Di errori se ne fanno tantissimi, ma non solo da parte dei giornalisti. Troppo spesso nei verbali delle forze dell’ordine, di cui poi si dà lettura in tribunale, si parla di ‘lite in famiglia’, ma è sbagliatissimo. La lite in famiglia è un’altra cosa, ha a che fare con un confronto che avviene in tutte le famiglie. Invece bisognerebbe dire che quella è una violenza in famiglia, perchè è la sopraffazione di una persona sull’altra. E badate, sbagliano giudici, avvocati, giornalisti, tutti. Ma il linguaggio è importante perché è la madre per conoscere meglio le cose che si determinano e si sviluppano.”

“40 anni dopo, nonostante i mutamenti legislativi intervenuti e i progressi che indubbiamente ci sono stati, penso amaramente la stessa cosa. E queste violenze sono ancora il nostro quotidiano. Per questo ho deciso di scrivere su questo tema”, afferma il giornalista.

Giovanni Mancinone ha scelto uno stile asciutto, quasi asettico, per descrivere i fatti turpi narrati nel libro. Questo approccio rende più efficace l’affondo nelle oscurità dell’animo di uomini autori di violenze contro le loro partner. Tuttavia, l’autore non si astiene dal giudizio e coglie le asimmetrie: c’è la vittima, che vuole fare le sue scelte, e c’è un uomo che glielo impedisce, uccidendola. Quasi sempre è un compagno che non sa accettare la conclusione di una relazione amorosa e l’autonomia femminile. Il libro “Mostri” compone una sorta di mappa delle tante sfumature che assume la violenza sessista. Dieci storie di femminicidi e anche di un omicidio ripescate nelle cronache di una provincia placida e anonima. Oltre cento donne ogni anno muoiono per femminicidio, una strage che continua a ripetersi, sempre con lo stesso copione. Queste pagine dimostrano l’importanza di andare oltre la superficie se vogliamo comprendere la radice del problema, che è una millenaria cultura maschilista e di sopraffazione. I ‘mostri’ sono tali non per una qualche eccezionalità, bensì per il rifiuto di emanciparsi da arcaici e comodi stereotipi. La strada dell’autodeterminazione è stata dolorosa, complicata, contraddittoria. Ma le donne hanno sperimentato sulla propria pelle che è l’unica possibile per vivere in libertà.

La presentazione del libro “Mostri. Quando non c’è più l’amore” è stata un’importante occasione per riflettere sulla violenza di genere e sulle difficoltà che le vittime affrontano nel denunciare i loro aggressori. È fondamentale continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica e a lavorare per un sistema giudiziario più giusto e attento alle esigenze delle vittime.

One Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *