Settant’anni sono tanti. Soprattutto quando non si tratta solo di numeri, ma di storie, volti, sacrifici e passione. Domenica 28 settembre, nel sagrato di San Michele durante i festeggiamenti del Santo Patrono, Ausonia ha celebrato i 70 anni dell’US Ausonia, un traguardo che appartiene a tutta la comunità.
La serata è iniziata con un gesto semplice, ma dal significato profondo: la consegna della tessera numero 1 a Raffaele Casale, papà dell’attuale presidente Antonio Casale. In quell’abbraccio tra padre e figlio, tra passato e presente, si è racchiuso il senso più autentico di questa ricorrenza: lo sport come legame che unisce generazioni, famiglie e paese.
Poi, via via, sono saliti sul palco i dirigenti, gli atleti e l’allenatore Domenico Castelli, accolti dall’applauso caloroso del pubblico. Non è mancato il sindaco Benedetto Cardillo, che con la maglia celebrativa dei 70 anni ha promesso di scendere in campo accanto ai suoi concittadini, e il parroco Don Riccardo, che ha affidato la squadra e l’intera stagione alla benedizione del Signore.
Un momento particolarmente emozionante è stato quello dei bambini che, con passo fiero e sorriso sincero, hanno sfilato portando un messaggio di pace, sulle note di “Una canzone per chi non ha voce” di Loris Shaba. Un messaggio forte, che ha ricordato come lo sport non sia solo competizione, ma anche occasione di crescita, solidarietà e testimonianza civile.
La squadra, tra veterani e giovani promesse, rappresenta oggi un patrimonio prezioso: ci sono i nomi storici, i ragazzi locali, i nuovi innesti. Ognuno con la propria storia, ognuno con l’orgoglio di indossare la maglia dell’US Ausonia. E come non ricordare i pionieri di quella prima squadra, settant’anni fa: Peppino Santamaria, Pasquale Casatelli, Antonio Casale, Mario Cappelli, Evaristo Ferrara e tanti altri che hanno scritto la prima pagina di questo lungo cammino sportivo.
L’atmosfera, tra musica, applausi e ricordi, è stata quella di una grande famiglia riunita. Una festa che non ha voluto soltanto guardare indietro con nostalgia, ma anche lanciare uno sguardo fiducioso al futuro.
Settant’anni dopo, l’US Ausonia continua a correre con lo stesso entusiasmo di allora. Perché lo sport, quando è autentico, è davvero molto più di una partita: è identità, memoria, comunità.
