Il 10 dicembre 2025 resterà scolpito nella memoria dell’Associazione Cuochi del Golfo e di tutto il territorio come un giorno in cui il gusto, la tradizione e le emozioni si sono intrecciati in un unico racconto. Presso il ristorante Da Tony, le luci calde e i profumi intensi hanno accolto ospiti, chef e cittadini in un abbraccio che sapeva di mare e di terra, di ricette antiche e di storie tramandate di generazione in generazione. La XXVIII Festa del Cuoco non è stata solo una cena, ma un viaggio, una navigazione tra sapori e ricordi, un momento in cui ogni piatto raccontava una storia e ogni gesto era un atto d’amore.
Al centro della scena, con il sorriso accogliente e la passione che lo contraddistingue, Tony Di Nardo ha aperto le porte della sua cucina e della sua casa, affiancato dalla moglie e dalla figlia, che insieme a lui rendono vivo ogni giorno il sogno di una famiglia dedicata al cibo e alla comunità. A loro è stato consegnato un riconoscimento speciale, un tributo alla dedizione e all’amore con cui custodiscono e rinnovano la tradizione gastronomica locale, trasformando ogni piatto in un gesto di ospitalità e calore.
La serata è stata guidata con eleganza, ironia e sensibilità dal professor Giuseppe Nocca, capace di trasformare ogni intervento in un capitolo di un racconto collettivo, dove storie di mare, ricette e sorrisi si intrecciavano come note di una sinfonia. Dietro le quinte, con pazienza e dedizione, Aldo Riccio ha curato ogni dettaglio dell’organizzazione, mentre Mario Marino, presidente dall’eleganza discreta e dalla visione lungimirante, ha tracciato la rotta culturale dell’associazione, guidandola verso nuovi orizzonti. Riccio e Marino incarnano l’equilibrio perfetto tra operatività e direzione culturale, tra lavoro silenzioso e sogno condiviso, tessendo giorno dopo giorno il filo che unisce il passato e il futuro della cucina locale.
A illuminare la serata, un fatto di portata storica: il riconoscimento UNESCO della cucina italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Non un premio alle ricette, ma alla cultura che vive dietro ogni piatto, alla convivialità che unisce, alla trasmissione dei saperi, al legame con la terra e il mare, a quei rituali domestici e comunitari che costruiscono identità. Celebrare i cuochi del Golfo proprio in questa giornata ha reso la festa ancora più simbolica, come se il mondo intero avesse fatto rotta verso di loro, riconoscendo il valore di chi custodisce la tradizione e la trasforma in futuro.
Gli interventi istituzionali hanno reso la serata ancora più intensa. Il sindaco di Ausonia ha dichiarato:
“La ristorazione è oggi un motore culturale ed economico del nostro territorio. Progetti come il Cammino di San Filippo sono una scommessa vinta: portano visitatori e pellegrini nei luoghi più autentici del paese e rafforzano l’identità della nostra comunità.”
Il sindaco di Itri, Andrea Di Biase, ha elogiato l’Associazione Cuochi del Golfo come custode di memoria e cultura, sottolineando come il lavoro dei cuochi crei legami tra comunità e tradizione. L’assessore di Spigno Saturnia Matteo Mastantuono ha definito i cuochi “ambasciatori del gusto e della nostra identità”, e ha ricordato come la cucina sia un ponte tra passato e futuro, capace di trasmettere valori, emozioni e storie, sottolineando l’importanza di sostenere chi, con passione, custodisce e rinnova le tradizioni gastronomiche locali. Infine, don Riccardo Pappagallo, parroco di Ausonia, ha ricordato il potere del cibo: “Il cibo unisce, apre le porte all’incontro e costruisce comunità. In ogni pasto condiviso c’è una storia, un gesto di cura e un segno di vita.”, parole semplici ma dense di significato, capaci di sintetizzare il senso più profondo della serata.
Il momento più atteso è stato affidato a Luigi Valerio della Lega Navale, che ha consegnato i riconoscimenti ai cuochi dell’associazione. La serata ha avuto come filo conduttore il libricino dedicato alla cucina in navigazione, curato da Armando Caramanica Editore, un omaggio alla memoria gastronomica dei mari, con ricette, racconti e aneddoti che raccontano il lavoro dei cuochi tra le onde e nei porti, il fascino del sale e della fatica, la magia di preparare un pasto che diventa rito e identità. Sono stati consegnati riconoscimenti ai cuochi autori del libricino, Vincenzo Zavolta. Un caloroso ringraziamento è andato anche a Franco Corrieri, Silvana Iossa e Angeli Di Marco, che hanno contribuito con la loro passione alla cucina della serata, rendendo possibile la magia dei piatti serviti. Non meno importante è stato il lavoro della brigata di sala, impeccabile nel servizio, capace di trasformare ogni piatto in un’esperienza e ogni momento della serata in un ricordo indelebile. Il successo della festa è stato possibile anche grazie al sostegno degli sponsor, che hanno creduto nell’iniziativa e hanno permesso all’Associazione Cuochi del Golfo di rendere omaggio alla tradizione, alla cultura e alla gastronomia del territorio.
A chiudere la serata, con uno sguardo rivolto al futuro, Aldo Riccio ha annunciato il prossimo importante appuntamento dell’associazione:
“Ci ritroveremo il 17 febbraio al Miramare di Formia per il Premio Angelo Celletti e per celebrare insieme i 30 anni del nostro sodalizio. Sarà un’occasione per continuare a raccontare la nostra storia, i nostri valori e la passione che unisce tutti noi.”
La XXVIII Festa del Cuoco non è stata solo una cena, ma un rito collettivo, un viaggio emozionale tra memoria e futuro. Ogni applauso, ogni profumo, ogni sorriso raccontava storie di vita, lavoro silenzioso e dedizione. La cucina si è rivelata patrimonio vivo, fatto di persone, storie e comunità. Come un’imbarcazione che, partita dalla tradizione, naviga sicura verso nuovi orizzonti, la cucina italiana continua a raccontare chi siamo e chi vogliamo diventare, tra terra, mare e sapori senza tempo.


























