Il successo di “Invisibili”: Iole Costanzo incanta Gaeta con la sua opera prima

In un’atmosfera carica di emozione e di quel calore che solo il ritorno alle radici sa regalare, lo scorso lunedì 22 dicembre alle ore 17, la biblioteca comunale “Salvatore Mignano” di Gaeta ha aperto le sue porte al cuore pulsante di Iole Costanzo, giovane scrittrice che da Firenze è tornata nella sua città per dare voce ai suoi “Invisibili”. Non è stata una semplice presentazione, ma un viaggio intimo tra le pieghe dell’anima, dove lo zio dell’autrice e moderatore, Vito Costanzo, ha svelato con tenerezza il percorso di una ragazza da sempre onnivora di letture, oggi capace di trasformare quella fame di storie in una scrittura che esordisce con una forza dirompente. Attraverso i sei personaggi che popolano la sua raccolta, corrispondenti a sei racconti unici, Iole ha preso per mano i presenti portandoli nei territori inesplorati del dolore nascosto, di quelle sofferenze che si portano addosso come abiti invisibili ma pesantissimi, e che la società moderna, troppo spesso distratta e poco attenta ai problemi degli altri, non riesce più a scorgere. Il silenzio della sala si è fatto commozione pura durante l’analisi del racconto “La signora della mantella”, dove il tempo si ferma e si confonde in un intreccio magistrale tra passato e presente: abbiamo percepito il respiro di quell’anziana donna rinchiusa in una casa di cura, la cui vita è stata segnata dal conflitto tra un padre-padrone che voleva negarle l’istruzione e una madre che, intuendone le potenzialità, l’ha sostenuta fino alla laurea e alla carriera di insegnante. In quel confondersi doloroso tra le pareti dell’istituto e l’illusione di essere ancora nella propria casa, tra il ricordo del marito Salvatore che crede ancora vivo e le ombre di un passato che riaffiora, Iole Costanzo ha saputo scuotere le coscienze, evidenziando in maniera discreta ma diretta la solitudine e la malattia che troppo spesso restano nell’ombra. Le note vibranti del violino di Caterina Bono e del violoncello di Daniela Mammuccari, il Duo “Canto di Eea”, hanno avvolto le parole dell’autrice come un abbraccio necessario, rendendo ancora più tangibile quel desiderio di ritrovare l’umanità perduta proprio ora che la normalità smette di essere trasparente. “Invisibili” resta così tra le mani del pubblico come un monito gentile e potente, un invito a fermarsi per guardare chi ci cammina accanto senza fare rumore e riscoprire il senso intrinseco di ogni esistenza.

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