Musica e identità: quando un paese si riscopre con Lucio Battisti

La piazzetta di Selvacava, frazione di Ausonia, ieri sera si è trasformata in un teatro a cielo aperto grazie allo spettacolo “Io e Lucio”, ideato e interpretato da Lorenzo Ambroselli cantautore, poeta e compositore ciociaro, nonchè cittadino del Borgo.

La serata si è aperta con l’intervento del consigliere comunale e concittadino Gaetano Stagno, che ha evidenziato il coraggio e la passione che hanno guidato Lorenzo:

«Questa serata Lorenzo la definisce una prova, ma dietro ci sono tante ore di ascolto, di studio e di preparazione. È un percorso che ha sempre custodito e che ora condivide con entusiasmo, con la competenza di un professionista e l’esperienza di un veterano. ».

A seguire, Massimo Cardillo Piacentino, che insieme al service di Vittorio Piccolino ha curato la parte tecnica dell’evento, ha tracciato un intenso ritratto del protagonista:

«Lorenzo ha sempre creduto nella musica come strumento di comunicazione e di vita sociale. Questa volta ha deciso di mettersi completamente in gioco, abbandonando i gruppi musicali di cui ha fatto parte per dedicarsi interamente a questo progetto. Ha voluto intrecciare le sue esperienze con quelle di Lucio Battisti, non con un concerto tradizionale ma con un racconto musicale autentico e personale, fatto di brani, immagini e riflessioni».

Lo spettacolo è stato costruito come un racconto autobiografico in parallelo con la vita di Lucio Battisti. Lorenzo ha posto domande a sé stesso e al pubblico: “Cosa ho in comune con questo personaggio celebrato, mentre io resto un artista mediocre?”.

Le analogie sorprendono: entrambi nati in piccoli paesi del Lazio, entrambi con la passione precoce per la chitarra, entrambi iscritti all’Istituto tecnico industriale e poi abbandonato per dedicarsi alla musica. Persino le difficoltà personali e i momenti di crisi hanno trovato punti di contatto, trasformando le loro esperienze in canzoni intrise di vita vissuta.

Accanto alle canzoni di Battisti (Dieci ragazze, Emozioni, Il tempo di morire, Una donna per amico), Lorenzo ha proposto brani inediti scritti di suo pugno, come Figura mitologica e Amica mia, fino a Locomotiva, dedicato al suo cuore e al pacemaker che gli ha ridato la possibilità di vivere e cantare ancora.

Uno dei momenti più intensi è stato quando Lorenzo, sopraffatto dall’emozione, ha scelto di non esibirsi dal vivo ma di mandare in diffusione la registrazione di un brano da lui composto sulla poesia “Risurrezione”di Michele Moschetta , ex sindaco di Ausonia scomparso recentemente. Un omaggio sentito e commovente, che ha unito musica e memoria, restituendo al pubblico non solo l’artista, ma anche l’uomo capace di trasformare il dolore collettivo in un gesto di condivisione.

Come Lucio con Il mio canto libero, anche Lorenzo ha chiuso il cerchio raccontando le proprie emozioni più intime, trasformando il dolore in forza creativa. L’ultimo saluto è stato affidato al brano Nessun dolore: un addio commosso ma sereno, nel ricordo di un artista che continua a vivere nella musica e nei cuori di chi lo ascolta.

Al di là delle inevitabili imperfezioni, la serata ha colpito per autenticità e intensità. “Io e Lucio” non è stato un semplice tributo, ma un viaggio personale e collettivo, un racconto che ha intrecciato memoria e identità, riportando vita e significato in una piazza che, per una sera, si è trasformata in un palcoscenico di emozioni.

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