Ci sono feste che non appartengono soltanto al calendario, ma al respiro stesso di una comunità. La Festa Triennale della Madonna del Piano è una di queste: un appuntamento che, ogni tre anni, ridesta memorie antiche, richiama leggende e miracoli, e avvolge alcuni paesi del Frosinate in un unico abbraccio di fede. È la festa che affonda le sue radici nel racconto di Remingarda, la pastorella che vide la Vergine e ne ricevette la grazia. Da allora, il Santuario sorto nel cuore del piano di Ausonia è divenuto faro e rifugio, luogo di preghiera e di speranza. Ogni tre anni, la Madonna torna a percorrere le strade dei suoi figli, ricordando loro che la storia non è fatta solo di pietre e di date, ma di devozione, di lacrime e di gioie condivise.
L’edizione del 2025 ha donato un’emozione nuova, mai vissuta prima. La statua della Madonna del Piano, per la prima volta nella storia, ha lasciato il Santuario per raggiungere la comunità di Coreno Ausonio. È stata un’uscita carica di significato, un pellegrinaggio che ha trasformato un’antica tradizione in una pagina nuova della memoria collettiva.
Al suo arrivo in piazza, gli occhi dei fedeli brillavano di commozione. Si sono vissuti momenti di rara intensità: lo scambio dei confaloni, il passaggio dei portatori da Ausonia a Coreno, il grande abbraccio tra i sindaci Benedetto Cardillo e Simone Costanzo.
In quegli istanti, un ruolo di primaria importanza lo hanno avuto i portatori. Non semplici braccia, ma colonne vive della tradizione, uomini che ogni volta si fanno tempio e sostegno della Madonna del Piano. La statua non è leggera, eppure sulle loro spalle sembra librarsi, perché è sollevata dalla fede e dal ritmo dei passi che si fanno preghiera.






Dai portatori di Ausonia a quelli di Coreno Ausonio, fino ai confratelli di Castro dei Volsci, ognuno ha dato prova di coraggio e di fierezza, consapevole di reggere non solo un simulacro di legno e di storia, ma l’intera eredità spirituale di un popolo. Sono loro, con la loro forza disciplinata e il loro respiro cadenzato, a trasformare il cammino in liturgia vivente: un’offerta silenziosa che accompagna la Madonna e che avvicina il cielo alla terra.

Dopo la celebrazione eucaristica, le parole hanno suggellato l’emozione. Il sindaco di Ausonia, Benedetto Cardillo, ha ricordato con voce commossa come “questa giornata apra una pagina nuova nella nostra devozione: la Madonna del Piano ci mostra che i nostri paesi camminano insieme, sotto il suo sguardo materno”.
Il sindaco di Coreno Ausonio, Simone Costanzo, ha invece scelto la leggerezza di un sorriso, riportando alla mente un antico detto popolare: “Un tempo si diceva che a Coreno si stendessero le lenzuola per impedire al sole di arrivare fino ad Ausonia. Oggi vi prometto che nessuno più stenderà lenzuola: il sole di Coreno illuminerà anche Ausonia”. Una frase semplice, che ha saputo sciogliere l’emozione in un applauso, come un raggio di luce che entra dopo la preghiera.
Il cammino della Madonna è proseguito nei giorni seguenti: il ritorno al Santuario, l’arrivo il 20 agosto alla chiesa di San Michele Arcangelo nel cuore di Ausonia, le vie addobbate, i balconi fioriti, la gente che pregava al suo passaggio. Momenti che hanno reso visibile una fede che non invecchia, ma che si rinnova ogni volta che la statua percorre quelle strade. Il 21 agosto era atteso un altro incontro carico di attesa: la Madonna avrebbe dovuto raggiungere Castelnuovo Parano per l’abbraccio con la comunità di Castro dei Volsci. Ma il cielo si è fatto grigio e pesante. La pioggia ha impedito alla statua di muoversi, sostituita dal quadro che ha comunque varcato la soglia del paese. E i fedeli, sotto l’acqua battente, non hanno smesso di cantare e pregaare, dimostrando che la devozione non teme intemperie.





La conclusione della Festa si è svolta nel suggestivo “Giardino della Gentilezza” del Santuario della Madonna del Piano, dove la statua è tornata ad essere circondata dall’affetto del suo popolo. A presiederla, don Andrea, parroco di Castro dei Volsci, insieme ad altri sacerdoti e diaconi.
Nel silenzio raccolto, l’Arcivescovo Luigi Vari ha pronunciato parole che hanno trafitto i cuori: ha richiamato il tempo difficile che viviamo, un tempo ferito dalle guerre, e ha affidato alla Madonna la preghiera perché la pace torni ad abitare le case e i popoli. “La Madonna del Piano – ha detto – ci accompagni con la sua benedizione, perché là dove ci sono conflitti possa rinascere la speranza e tornare a regnare la pace”.
Un messaggio universale, che ha trasformato quella benedizione in una preghiera corale che ha superato i confini dei paesi presenti, raggiungendo idealmente il mondo intero.


La Festa Triennale della Madonna del Piano 2025 non sarà ricordata solo come un’edizione straordinaria, ma come un segno profondo di unità e di speranza.
La Madonna del Piano continua ad essere madre e custode, luce che guida e ponte che unisce. E ogni tre anni, quando torna a percorrere le strade dei suoi figli, ricorda a tutti che la fede non è polvere del passato, ma acqua viva che disseta il presente e apre il cammino al futuro.
