La storia di una città vive attraverso le sue tracce, i suoi monumenti e le ricerche di chi, con passione e dedizione, si dedica a riportarle alla luce. Piergiorgio Granata è uno di questi studiosi, che con il suo lavoro ha contribuito a far conoscere e valorizzare il patrimonio storico-artistico di Gaeta. In questa intervista ci racconta il suo percorso, le sue scoperte e le sfide incontrate nella realizzazione dei suoi libri. “Sono un grande appassionato di storia e arte da sempre. Mi piace fare ricerche e rispondere ai perché, a come la storia si è susseguita e alle varie stratificazioni, espressioni d’arte…”
A volte, una grande passione trova il suo naturale sbocco nella divulgazione, trasformandosi in un’opera che può essere condivisa con il pubblico. Ma come è nato questo passaggio per Piergiorgio Granata? “È stato un caso fortuito. Tutto è nato per caso, ho conosciuto il mio editore Jason Forbus della casa editrice ‘Ali Ribelli’. Un mio amico, conoscendo la mia passione per la storia e l’arte, mi ha fatto il suo nome. Da lì ci siamo conosciuti ed è nata un’empatia. Jason è un giovane editore che ha capito subito le mie esigenze. Ogni libro rappresenta un tassello per chi vuole conoscere l’arte e la storia di Gaeta.”
La realizzazione di un’opera storica richiede anni di approfondimenti, sopralluoghi e studio delle fonti. Spesso si tratta di un percorso ricco di soddisfazioni, ma anche di ostacoli. “Di questi tre volumi, il primo è una narrazione storica sulla cattedrale e ho iniziato una ricerca circa 20 anni fa, in occasione dei lavori di restauro del Palazzo De Vio, conclusi con la Cattedrale. Successivamente ho realizzato gli altri due libri, che trattano raccolte inedite: le iscrizioni dal Medioevo all’800 e una ricognizione sulle suppellettili preziose delle chiese di Gaeta.”
Dietro ogni ricerca si nasconde una scoperta che può cambiare la narrazione storica consolidata o aggiungere un tassello inedito. “Ho trovato dei documenti secondo i quali la croce d’oro di De Vio non sarebbe arrivata a Gaeta tramite lui, ma per opera dei nipoti direttamente dalla Calabria. Essi erano abati commendatari a San Giovanni a Piro e, quando il convento venne chiuso, si trasferirono a Gaeta portando con sé la croce, oggi tesoro della città.”
L’arte e la storia si intrecciano nelle opere di Piergiorgio Granata, che nei suoi libri ha approfondito aspetti unici della città di Gaeta. “Il primo libro nasce con i recenti restauri del Duomo gaetano e del Palazzo De Vio, oggi sede del Museo Diocesano. Tali lavori hanno aperto scenari nuovi e inaspettati sull’origine dell’intero complesso episcopale, permettendo scoperte storiche e archeologiche fondamentali. ‘Ricerche epigrafiche nel territorio gaetano’ è un’opera unica nel suo genere: raccoglie circa 200 iscrizioni che spaziano dal VII al XIX secolo, documentando la storia della città attraverso le epigrafi civili e religiose. Ogni epigrafe è completa di datazione, tipologia, caratteristiche epigrafiche e stato di conservazione. Un prezioso vademecum per chi vuole comprendere la storia di Gaeta. Gli ‘Argenti’, invece, esaminano il patrimonio artistico sacro di Gaeta, composto da oreficerie, argenterie, avori, legni e tessuti. Si tratta di un insieme di suppellettili spesso trascurate, ma di enorme importanza per lo sviluppo delle arti santuarie.”
Alcuni studi si rivelano particolarmente impegnativi, per la scarsità delle fonti o per le numerose trasformazioni subite dai monumenti nel tempo. “Nel corso degli anni si sono succeduti diversi lavori, rendendo la ricerca più complessa, ma proprio per questo più affascinante.”
Ogni storico ha un oggetto o un documento che gli sta particolarmente a cuore, una scoperta che ha lasciato un segno. “La scultura dei quattro leoni medievali mi ha colpito molto. Probabilmente erano una fontana o un basamento restaurato più volte. Con gli ultimi lavori della cattedrale, il basamento è stato tagliato a metà volontariamente per creare un pendant ai lati del portale della cattedrale.”
Nessuna ricerca è mai un’opera solitaria: dietro ogni libro ci sono collaboratori e amici che contribuiscono in vari modi come Antonio ed Enzo Lieto. “Sono amici di lunga data con i quali ho condiviso la fondazione dell’associazione ‘900’ e la realizzazione della Pinacoteca Comunale di Gaeta.”
Con il suo lavoro, Piergiorgio Granata ha donato a Gaeta e ai suoi abitanti un’importante eredità culturale, che permetterà alle generazioni future di conoscere e apprezzare la storia della loro città. Il suo editore, Jason Forbus di Ali Ribelli, lo descrive come una persona di grande cultura e umiltà, con cui chiunque abbia passione per la storia e l’arte si intratterrebbe volentieri in conversazione. “Granata ha avuto l’ardire di cimentarsi in opere monumentali che rappresentano delle pietre miliari nella bibliografia della città, fornendo elementi utili ai semplici curiosi e indispensabili agli studiosi, perché autentico tesoro di notizie opportunamente catalogate e descritte“.

Un viaggio nell’ arte e nella storia di questa splendida città ❤️ è stato bellissimo leggere tanti aneddoti e curiosità di cui non conoscevo l’ esistenza ❤️ grazie mille per questo dono meraviglioso
Piergiorgio, il prototipo delle persone poco amante dei clamori, delle verbosita’ inutili; è invece un gran lavoratore nel senso più ampio del termine, manualmente e intellettualmente, un artigiano col pallino della ricerca storica ed artistica fin da ragazzo. Cresciuto nell’alveo fecondo del Centro Storico Culturale, è stato poi tra i soci fondatori dell’Associazione Culturale Novecento che poi ha dato vita alla aPinacoteca comunale di Gaeta. Da anni porta avanti una ricerca a tappeto sulla storia della sua città della quale è certamente tra i maggiori conoscitori.
Serio, esigente, scrupoloso, Piergiorgio ha portato a termine opere impegnative che hanno colmato vuoti bibliografici e apportato notizie e valutazioni critiche originali e utili al dibattito storico locale.
E, tra un impianto elettrico e l’altro, nel silenzio, sta già pensando a riordinare la bibliografia storico artistica di Gaeta, mentre tanti, troppi, strepitano e blaterano inutilmente e pericolosamente.
Ciao Piergiorgio, buon lavoro, Enzo.
Grazie di cuore Letizia