A 50 anni, la rinascita di una giornalista-scrittrice

A volte, la vita ci costringe a mettere in pausa i sogni per il bene della cosiddetta “stabilità”. Ho incontrato una donna che, fin da quando ha imparato a scrivere, aveva una vocazione chiara e inequivocabile: diventare giornalista e scrittrice. Una passione che ha coltivato con tenacia, collaborando con “Il Tempo” e con una rivista vaticana, e pubblicando persino una raccolta di poesie a soli vent’anni. Eppure, con l’arrivo di Internet e l’evoluzione della professione, ha scelto una strada diversa. Per undici anni ha lavorato come segretaria in un’azienda privata, un impiego che, come mi ha raccontato, “mi permetteva di vivere, ma non era il sogno della mia vita!”.

Quella che sembrava una scelta razionale si è trasformata in un incubo. L’ambiente di lavoro, inizialmente sereno, è diventato tossico. “Nell’estate del 2020”, mi ha confidato, “iniziarono alcuni atteggiamenti di rimprovero, vessazioni, intromissioni nella mia vita privata, battutine poco carine sul mio aspetto fisico…”. Giorno dopo giorno, la violenza verbale è diventata una routine, un inferno che l’ha portata a perdere dieci chili e a manifestare un malessere fisico che rifletteva la sua sofferenza interiore. L’umiliazione più grande è arrivata quando i suoi datori di lavoro le hanno consigliato di rivolgersi a uno psicologo, insinuando che il problema fosse lei.

Ma la sua dignità, messa a dura prova, alla fine ha trionfato. Dopo l’ennesima umiliazione, il marito ha dato un nome all’orrore che stava vivendo: mobbing. “Quella parola, ‘mobbing’, mi fece venire i brividi”, ha ammesso. Ha capito che doveva andarsene, e con un atto di coraggio ha raccolto tutte le sue forze e ha detto: “Oggi non mi sento bene, vado a casa!”. Non è più tornata in quell’ufficio. “Ero disperata, ma libera da quella situazione: la dignità non ha prezzo!”, mi ha detto, con un’emozione palpabile.

La rinascita è arrivata per vie inaspettate. “L’unico rammarico che ho è di aver perso tanto tempo, ma si può sempre risalire la china e si può rinascere, come l’araba fenice dalle proprie ceneri”, ha affermato. Un mattino, un sogno su Luis Miguel, un cantante che seguiva fin da ragazzina, le ha riacceso la passione per la scrittura. Ha ritrovato un romanzo che aveva scritto anni prima e, incoraggiata da un’amica, ha deciso di festeggiare i suoi 50 anni e la sua nuova vita pubblicando il suo primo romanzo, “Il mio Micky un nome un amore un sogno”. Da quel momento, le porte si sono riaperte. Oggi collabora nuovamente con una testata giornalistica e si sente finalmente felice, come ha concluso lei stessa: “Ho ripreso in mano la mia vita e faccio quello che mi piace fare, il lavoro che ho sempre sognato!”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *