“Senza rumore”: al Museo della Pietra di Ausonia una serata di cultura, memoria e riflessione sulla giustizia

Nella splendida cornice del Museo della Pietra di Ausonia si è svolta la presentazione del romanzo Senza rumore dell’avvocato e scrittore Mario De Giorgio, un appuntamento che ha saputo coniugare letteratura, storia e diritto in un intenso momento di confronto con il pubblico.

L’incontro, promosso dal Comune di Ausonia, dal Museo della Pietra e dalla Pro Loco Ausonia, è stato introdotto dal vicesindaco e assessore alla Cultura, Stefania Pinchera, che ha presentato l’autore e il moderatore della serata, l’avvocato Pasquale Improta, ripercorrendo il prestigioso curriculum professionale e accademico di Mario De Giorgio e soffermandosi sul riconoscimento ottenuto dal romanzo, vincitore nel 2025 del Premio Letteratura per la Giustizia, promosso dalla Fondazione dell’Avvocatura Italiana, dal Consiglio Nazionale Forense e dal quotidiano Il Dubbio. Un premio nato per valorizzare opere che affrontano temi quali la giustizia, i diritti umani, la difesa legale e il sistema carcerario.

A seguire, il sindaco Benedetto Cardillo ha rivolto il saluto istituzionale, dando il benvenuto all’autore e sottolineando come Ausonia, da oltre un decennio, abbia scelto di investire nella promozione della cultura attraverso gli incontri con gli autori, divenendo un punto di riferimento per iniziative di questo genere.

Il dialogo tra Mario De Giorgio e l’avvocato Pasquale Improta ha coinvolto il pubblico fin dalle prime battute, alternando momenti di ironia a profonde riflessioni sul significato della giustizia, sul ruolo dell’avvocato e sul delicato rapporto tra verità processuale e verità reale.

Avvocato penalista del Foro di Pisa, già presidente della Camera Penale pisana e autore di numerose pubblicazioni giuridiche, Mario De Giorgio ha raccontato come l’idea del romanzo sia nata durante un soggiorno in Cile, in occasione dell’adozione della figlia. La visita al memoriale di Londres 38, luogo simbolo delle torture perpetrate durante la dittatura di Augusto Pinochet, ha rappresentato l’ispirazione per una storia che intreccia memoria storica, diritti umani e vicende processuali.

Il protagonista del romanzo, l’avvocato Stefano Marconi, è un professionista lontano dagli stereotipi: una persona comune che affronta il proprio lavoro con rigore, coscienza e senso di responsabilità. Attraverso la sua esperienza, il libro conduce il lettore in una riflessione sul significato della difesa, sulla funzione del processo e sull’importanza del rispetto delle regole quale garanzia di libertà e democrazia.

Particolarmente toccante è stato il confronto sul tema del carcere e della dignità della persona detenuta. L’autore ha ricordato come la pena debba privare della libertà, ma mai della dignità umana, richiamando i principi costituzionali che pongono al centro il recupero della persona e la funzione rieducativa della pena.

Nel corso dell’incontro sono stati letti alcuni brani del romanzo, che hanno emozionato i presenti per la loro capacità di raccontare, con uno stile semplice ma intenso, la complessità dell’animo umano e delle scelte che accompagnano la professione forense.

Non sono mancati riferimenti al significato del titolo Senza rumore, ispirato a un verso dei Negramaro, simbolo di quella verità che si manifesta all’improvviso, senza clamore, ma con una forza capace di cambiare ogni prospettiva.

La serata si è conclusa con le domande del pubblico e con il tradizionale firmacopie, confermando ancora una volta come la cultura rappresenti un prezioso strumento di dialogo e di crescita per la comunità.

Un incontro di grande spessore, che ha lasciato ai presenti non solo il desiderio di leggere il romanzo, ma anche numerosi spunti di riflessione sul valore della memoria, della giustizia e dell’umanità.

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