Katia Filice

Nel vasto panorama della letteratura, emergono voci nascoste, talenti inesplorati pronti a essere scoperti. In questa intervista, a Katia Filice, ci avventuriamo nel mondo affascinante di una scrittrice “sconosciuta”, dove la passione per le parole e l’immaginazione senza confini si fondono per creare mondi nuovi e storie avvincenti. Attraverso questo viaggio, scopriremo le origini della sua ispirazione, le sfide incontrate lungo il percorso e il suo sogno di condividere le sue creazioni con il mondo. Con occhi curiosi e cuore aperto, ci immergeremo nella storia di questa scrittrice “sconosciuta”, pronti a lasciarci sorprendere e ispirare dalle sue parole.

D: Chi è Katia Filice?

R: Un soggetto un pò complicato nel senso che è una persona che si mette in gioco, che non si ferma mai neanche davanti alle difficoltà più serie e più importanti e lo fa sempre sorridendo.

D: Una definizione molto importante ma leggendo qui e lì apprendiamo che Katia Filice è attrice, lauraeta al DAMSA con 110 su 110 e la lode, giornalista, docente, infatti noi ci siamo conosciute proprio attraverso un corso tenuto da ASNOR associazione orientatori, insomma una persona eclettica…

R.Sì mi piace, mi piace, Io adoro cimentarmi nelle cose, mi piace fare sempre nuove esperienze e non mi tiro mai indietro. Sono coraggiosa da questo punto di vista, una gran faccia tosta direbbe qualcuno.

D: Come abbiamo appena anticipato, fai aprte di ASNOR Associazione Orientatori. Quindi ti chiediamo cosa significa per te “orientamento”?

R: Una parola semplice e complessa nello stesso momento. Orientare per me è dare un indirizzo, non vuol dire solo aiutare qualcuno ma andare in fondo e cercare di capire il ragazzo, e/o la persona. Orientamento è per tutta la vita e significa capire quelli che sono i desideri più reconditi, quello che è veramente l’essere, entrare in empatia con la persona e poi donarsi senza riserva.

D: tu, però, questo lavoro di “orientatrice” tra virgolette, passami il termine non lo fai da sola ma hai una valida spalla?

R: si, l’ingengere Desirèe Emanuela Chirico. Lei si occupa più della parte scientifica, ma poi, in realtà, la facciamo insieme e nel farlo, a dire il vero, ci divertiamo. Questo penso che venga fuori ed è questo anche un modo perché la persona che sta dall’altra parte è tranquilla e rilassata e si sente subito bene.

D: Tra tante passioni, aggiungiamo quella della scrittura, una passione così tantoforte da portarti a scrivere un libro “(S)tralci di vite” Come mai hai deciso di scrivere questo libro?

R: In realtà l’avevo in mente questa cosa da tantissimo tempo, da tantissimi anni, era proprio un mio sogno nel cassetto e a un certo punto ho detto ma perché non vado? Allora ho iniziato a dare proprio libero sfogo ai miei pensieri e l’ho fatto.

D. Un libro un pò particolare, dicci cosa ci racconti in questo libro e se in realtà esso vuole inviare qualche messaggio.

R: La protagonista è una ragazza che poi diventa una giovane donna che mostra di essere coraggiosa. Parte da una sana famiglia a da sani principi e decide di fare qualcosa di suo di volersi realizzare. Segue questo sogno, ,riuscendo in qualche modo a circoscriversi anche una sua dimensione. Ho messo tanto di me in questo libro e spesso il fatto che io passi dalla prima persona alla terza quasi in modo un po’ disorientante è come se io avessi scritto questo libro scrivendo una sceneggiatura, cioè io vedevo praticamente entrare e uscire le scene e quindi l’ho fatto così di getto. Non volevo dare l’idea di qualcosa di precostituito ma di qualcosa che irrompesse immediatamente dal concreto all’astratto.

D: Ed io credo, avendolo letto, che tu ci sia riuscita perfettamente e insieme a te voglio inviatre a leggerlo e magari anche a darti un piccolo feedback…

R: Certo ci tengo, essendo il mio primo libro, il mio primo romanzo e poi ho già in mente di scriverne un altro…

D: e mi hai bruciato la domanda…io volevo chiederti quali fossero i tuoi progetti futuri…

R: Si, ho già cominciato già a scrivere un altro romanzo, anch’esso estremamente introspettivo, molto particolare, che riguarderà tante fasi della vita.

D: Katia, tu hai anche a fare veramente con tanti tipi di persone, con docenti e credo anche con i giovani ed è proprio su di loro che voglio farti un’ultima domanda. Cosa vorresti dire ai giovani di oggi?

R: Vorrei dire di non scoraggiarsi mai. Sicuramente i tempi sono alquanto complicati e forse per loro lo sono ancora di più. In qualche modo, noi adulti non siamo stati in grado di dargli la giusta struttura e quindi tutto sembra più difficile e più complesso. Gli voglio dire di andare sempre avanti. Nella vita si cade tante volte, ma poi ci si rialza, ci si cura un pò le ginocchia sbucciate e si procede. Quello che io voglio dico sempre ai ragazzi, quando concludo un corso di orientamento, insieme a Desi, è di non mollare mai, di crederci sempre ma non perchè si ha un sogno da realizzare, ma perchè bisogna credere alle cose che si fanno quotidianamente, perchè poi i sogni si realizzano nel concreto, giorno per giorno.

L’intervista con questa scrittrice “sconosciuta” ci ha portato in un viaggio attraverso la sua mente creativa e il suo mondo letterario. Ci ha mostrato che anche dietro le voci meno udite si nascondono storie potenti e passioni profonde. Salutiamo questa scrittrice “sconosciuta”, lasciandoci con la consapevolezza che il mondo è ricco di talenti inattesi, pronti a incantare e ispirare chiunque abbia il coraggio di ascoltare le loro voci e leggere le loro parole. Che la sua storia ci ricordi che ogni scrittore, indipendentemente dalla fama, ha il potere di toccare le corde più profonde dell’anima e lasciare un’impronta indelebile nel cuore dei lettori.

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